Marco Detto pianista e compositore

Marco Detto è pianista e compositore attivo sulla scena jazz italiana ed europea dagli anni Ottanta. Con oltre venti album pubblicati a proprio nome, una vasta attività concertistica e collaborazioni internazionali di rilievo, è incluso nel Dizionario del Jazz Italiano a cura di Flavio Caprera (Feltrinelli, 2014).

La sua formazione, inizialmente legata allo studio del violoncello, si sviluppa successivamente al pianoforte in modo autodidattico, attraverso un approfondimento sistematico della tradizione del piano jazz moderno. Il suo linguaggio si colloca nel solco della grande scuola pianistica statunitense – in particolare l’eredità lirica e armonica di Bill Evans e l’approccio narrativo e improvvisativo di Keith Jarrett – integrata con una sensibilità melodica tipicamente europea e una ricerca timbrica attenta alla trasparenza del suono.

L’attenzione alla costruzione tematica, alla densità armonica controllata e all’interplay nelle formazioni in trio costituisce uno degli elementi centrali della sua cifra stilistica. Il fraseggio privilegia linearità, cantabilità e sviluppo motivico coerente, evitando virtuosismi esibiti a favore di una tensione espressiva progressiva e strutturata.

Il debutto professionale avviene nel 1982 come sideman in diverse formazioni jazzistiche. Nel 1987 fonda il proprio trio, avviando un’intensa attività nei principali jazz club italiani ed europei. Nel corso degli anni collabora con musicisti di rilievo internazionale quali Eddie Gomez, Lenny White, Peter Erskine, Palle Danielsson, Jeremy Steig e Michel Portal, esperienze che consolidano un dialogo costante tra tradizione afroamericana e sensibilità europea.

Tra le registrazioni più significative si segnala La danza dei ricordi (1994) con Palle Danielsson e Peter Erskine, lavoro che evidenzia un equilibrio maturo tra scrittura e improvvisazione. L’esperienza newyorkese culmina nella registrazione di What a Wonderful World (2001), realizzato a New York e seguito da un tour italiano.

La produzione discografica alterna lavori in trio, piano solo e collaborazioni cameristiche. Album come Django (2003), accolto con particolare attenzione dalla critica giapponese, e Bluestones (2006), contenente il brano Lasciarsi andare premiato all’International Songwriting Competition, testimoniano una continuità stilistica fondata su rigore formale, chiarezza espressiva e coerenza estetica.

Parallelamente all’attività concertistica, Marco Detto ha partecipato a trasmissioni di Rai Radio Tre e ha curato arrangiamenti per produzioni teatrali in collaborazione con l’associazione NOEHMA Servi di Scena, operando in contesti quali il Teatro Strehler e l’Università degli Studi di Milano.

Accanto all’attività performativa, svolge un costante impegno nella didattica musicale, con particolare attenzione alla formazione del pianista jazz in termini di consapevolezza armonica, controllo dinamico, costruzione del suono e cultura dell’ascolto.

Marco Detto – Pianist & Composer

Marco Detto is an Italian jazz pianist and composer active on the European scene since the early 1980s. With more than twenty albums released under his own name and numerous collaborations as a sideman, he is included in the Dizionario del Jazz Italiano (Feltrinelli), a recognition that confirms his relevance within the national jazz landscape.

Born in Milan in 1962, he initially studied cello before turning to the piano, developing his musical language through a rigorous and self-directed exploration of the jazz tradition. His pianism draws from the lyricism and harmonic refinement of the modern American school while embracing a distinctly European sensitivity for melody, space and timbral clarity.

Since his professional debut in 1982, Detto has performed extensively in jazz clubs and festivals across Italy and Europe. In 1987 he founded his first trio, establishing a long-term artistic focus on the piano trio format — a setting in which his sense of interplay, thematic development and dynamic control fully emerge.

Throughout his career, he has collaborated with internationally renowned artists including Eddie Gomez, Lenny White, Peter Erskine, Palle Danielsson and Jeremy Steig. The recording of La danza dei ricordi (1994) with Danielsson and Erskine marked a significant artistic milestone, followed by the New York recording of What a Wonderful World (2001), an experience that further strengthened his transatlantic musical dialogue.

Detto’s discography alternates between trio recordings, solo piano projects and collaborative works. Albums such as Django (2003), warmly received by the Japanese jazz press, and Bluestones (2006), featuring the award-recognized composition Lasciarsi andare, reflect a consistent artistic vision rooted in melodic clarity, harmonic depth and expressive balance.

Alongside his concert activity, he has appeared on Rai Radio Tre and has contributed as arranger and composer to theatrical productions in collaboration with cultural institutions in Milan. Parallel to his performing career, he maintains a strong commitment to music education, focusing on the development of harmonic awareness, sound control and stylistic consciousness in young musicians.

Marco Detto’s music stands at the intersection of tradition and personal expression — a refined, melodic and introspective voice within contemporary European jazz.